Online la documentazione dei grafi di conoscenza, un riferimento essenziale per comprendere e utilizzare uno degli strumenti fondamentali dell’Infrastruttura
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L’infrastruttura I.PaC amplia il proprio catalogo di servizi innovativi con nuove funzionalità di intelligenza artificiale, utili alla gestione sempre più avanzata del patrimonio digitale. L’esposizione delle tecnologie è divisa in quattro rilasci, ciascuno dedicato all’arricchimento di diverse tipologie di contenuti digitali, che diventano più accessibili e ricercabili grazie all’IA.
Tra i servizi strategici di I.PaC ci sono i grafi di conoscenza, strutture concettuali che permettono di rappresentare e collegare tra loro le informazioni eterogenee sul patrimonio culturale digitale.
Il grafo di conoscenza valorizza i dati provenienti da diversi sistemi, organizzandoli come entità – persone, luoghi, istituzioni, opere, eventi – collegate tra loro tramite una rete di relazioni semantiche che le rendono leggibili e interoperabili.
L’architettura dei grafi di I.PaC è organizzata in due componenti complementari, quella cross-dominio e quelle relative ai singoli domini.
Il grafo cross-dominio costituisce la base comune a tutti gli ambiti disciplinari e raccoglie le entità trasversali necessarie a descrivere il patrimonio culturale nel suo complesso: agenti, luoghi, eventi, risorse digitali e relazioni tra questi elementi. È la parte che consente di attraversare i confini disciplinari e mettere in relazione dati provenienti da settori differenti.
A partire da questa struttura condivisa si sviluppano i grafi di dominio, che descrivono in modo più dettagliato le specificità degli ambiti archivistico, bibliografico, ABAP (Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) e multimediale.
•Il grafo di dominio archivistico rappresenta complessi e unità archivistiche, strumenti di ricerca e contesti istituzionali e storici, fornendo un modello coerente per l’organizzazione e l’esplorazione dei fondi.
•Il grafo di dominio bibliografico descrive opere, edizioni e manoscritti, includendo caratteristiche codicologiche e paleografiche e le relazioni tra i vari livelli bibliografici.
•Il grafo di dominio ABAP permette di rappresentare beni materiali e immateriali, contesti territoriali e culturali e relazioni pertinenti al patrimonio archeologico e paesaggistico.
•Il grafo multimediale (MME): a differenza dei grafi tradizionali, qui i nodi sono sia contenuti multimediali veri e propri (video, audio, immagini, testi), sia i dati tecnici (dimensione, formato, risoluzione) e di descrizione (autori e autrici, soggetti rappresentati).
A loro volta, gli archi (ovvero le relazioni tra i nodi), evidenziano legami complessi tra i contenuti. Possono essere temporali (cosa segue e cosa precede); strutturali (se appartengono alla stessa collezione o a collezioni diverse); di provenienza o similarità tra un contenuto e l’altro.
Il Grafo MME, grazie all’inferenza semantica, può interconnettersi con i grafi archivistici, bibliografici o museali attraverso entità concettuali condivise, arricchendo così i contenuti di informazioni e relazioni nuove.
Insieme, questi livelli consentono di combinare la profondità descrittiva dei singoli domini con la visione trasversale offerta dal grafo cross-dominio, restituendo un quadro coerente e interrogabile del patrimonio culturale digitale.
Per supportare enti e operatori nell’utilizzo dei grafi, I.PaC mette a disposizione la documentazione tecnica relativa alla loro struttura.
Consultabile in formato HTML, la documentazione descrive nel dettaglio le entità, le relazioni e gli attributi dei grafi e costituisce un punto di riferimento per comprendere quali dati sono rappresentati e come possono essere utilizzati o integrati.
La documentazione è disponibile su GitHub ai seguenti link:
•Grafo cross-dominio
•Grafo del dominio archivistico
•Grafo del dominio bibliografico
•Grafo del dominio ABAP (successivamente disponibile)
•Grafo multimediale
L’implementazione delle diverse famiglie di grafi, specialmente quello multimediale, permette di guardare al patrimonio culturale italiano come a un organismo vivo, capace di raccontare non solo attraverso i beni che lo compongono, ma alle infinite relazioni che intercorrono tra di loro.
Grazie alla sua capacità di combinare la profondità dei singoli domini con la visione trasversale del grafo cross-dominio, i grafi danno vita a un modello Knowledge as a Service (KaaS) che trasforma il singolo dato in conoscenza pronta per essere riutilizzata.
È un passo avanti decisivo nel target PNRR, poiché l’ecosistema inizia a popolarsi non solo di schede, ma di contenuti multimediali interconnessi.
I grafi di conoscenza di I.PaC, sia di dominio che cross-dominio, sono accessibili attraverso l’interoperabilità tecnica e l’utilizzo di servizi dedicati da parte dei sistemi che aderiscono all’infrastruttura secondo specifici modelli di cooperazione.
Le diverse modalità di adesione a I.PaC implicano differenti livelli di interazione con i grafi, che possono comprendere la semplice interrogazione e fruizione dei dati fino alla possibilità di contribuire al loro arricchimento e aggiornamento.
Per conoscere le modalità di adesione, i servizi accessibili per ciascuna modalità e avviare la procedura è possibile consultare la pagina dedicata sul sito ufficiale dell’infrastruttura.
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