Gallerie Nazionali Barberini Corsini
I capolavori di Palazzo Barberini diventano esplorabili in gigapixel.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Rilievo gigapixel dell’intera volta del Trionfo della Divina Provvidenza, a oltre 18 metri di altezza e su oltre 400 metri quadri, e digitalizzazione delle opere di Palazzo Barberini.
A Palazzo Barberini, prende avvio il percorso di digitalizzazione di uno degli spazi più rappresentativi del museo: la grande volta affrescata con il Trionfo della Divina Provvidenza, dipinta da Pietro da Cortona tra il 1632 e il 1639. L’opera è uno dei testi figurativi emblematici del barocco romano e celebra il pontificato Barberini di papa Urbano VIII, tra il 1623 e il 1644.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra le Gallerie Nazionali d’Arte Antica e la Digital Library, nell’ambito del percorso di digitalizzazione del patrimonio sostenuto dal PNRR. L’intervento prevede il rilievo gigapixel dell’intera volta, una superficie di oltre 400 metri quadri collocata a più di 18 metri di altezza.
La digitalizzazione di un’opera così ampia e distante dallo sguardo del visitatore ha un valore particolare. Alcuni dettagli dell’affresco, infatti, non sono facili da osservare dal basso. L’acquisizione gigapixel permette di avvicinarsi visivamente alla volta, leggere particolari meno accessibili e approfondire le scene rappresentate con un livello di dettaglio molto elevato.
Il risultato potrà essere utile a studiosi, appassionati e pubblici diversi. Le immagini ad alta definizione consentono di osservare l’opera anche a distanza e di esplorare con maggiore attenzione i contenuti dell’affresco, offrendo nuove possibilità di studio, conoscenza e fruizione.
Il progetto non riguarda solo la volta di Pietro da Cortona. Le Gallerie Nazionali d’Arte Antica hanno scelto di puntare anche sulle opere iconiche della collezione, cioè su quei beni che rappresentano l’identità stessa del museo. Il percorso comprende la Madonna Advocata, indicata come la più antica opera conservata a Palazzo Barberini, i grandi crocifissi, le opere del Cinquecento e il nucleo legato a Caravaggio e ai Caravaggeschi, considerato una parte centrale delle collezioni.
Per alcune opere, la digitalizzazione gigapixel non serve solo a valorizzare i dettagli, ma anche a osservare lo stato di conservazione. Le immagini permettono di mantenere alta l’attenzione sulla tutela, offrendo uno strumento utile per guardare più da vicino superfici, particolari e condizioni materiali dei beni.
Il cantiere richiede anche una fase tecnica molto accurata. L’altezza della volta, la dimensione della superficie affrescata e la necessità di ottenere immagini nitide rendono fondamentale la preparazione delle riprese, la regolazione degli scatti e il controllo progressivo dei risultati.
Alle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, la digitalizzazione diventa così un modo per rendere più leggibili opere già note e, allo stesso tempo, per aprire nuovi livelli di osservazione. Dal grande affresco barocco ai capolavori della collezione, il gigapixel consente di avvicinare dettagli difficili da vedere e di rafforzare il legame tra studio, tutela e fruizione del patrimonio.
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