Ecomic si propone come ecosistema aperto, partecipativo e inclusivo, integrando istituzioni pubbliche, enti privati, università, professionisti e cittadini in un modello collaborativo fondato sulla co-specializzazione e sulla governance distribuita.
A chi contribuisce a progettare, sviluppare e gestire servizi digitali che utilizzano i dati della cultura, nonché ai loro pubblici di riferimento.
– enti pubblici e privati già titolari di patrimoni culturali
– soggetti coinvolti nella valorizzazione, gestione e digitalizzazione del patrimonio;
– soggetti interessati a riutilizzare o valorizzare i contenuti digitali.
come: Musei, archivi, biblioteche, soprintendenze, istituzioni ecclesiastiche, fondazioni e altri soggetti pubblici o privati titolari di beni culturali materiali o digitali.
come: Istituti centrali del MiC (ICAR, ICCD, ICCU, ICBSA), Regioni e Province autonome, con piattaforme digitali culturali attive o in fase di sviluppo (es. Alphabetica, Catalogo generale dei beni culturali, Piemonte Italia Cultura, Cultura Campania, Cultura Toscana, PatER), soggetti che collaborano con infrastrutture europee o progetti internazionali in ambito culturale.


come: curatori, storici dell’arte, restauratori, bibliotecari, archeologi, umanisti digitali, progettisti culturali, professionisti digitali, della produzione e della mediazione culturale.
come: Università di Bologna (Dipartimento di Storia Culture Civiltà); Politecnico di Milano (Osservatorio Innovazione Digitale nella Cultura); atenei e centri di ricerca impegnati nella digitalizzazione del patrimonio, nello studio, realizzazione e gestione di specifiche tipologie di risorse digitali culturali (come ad esempio “digital twin” tridimensionali di beni architettonici).
come: Startup e PMI innovative e/o specializzate in ambiti legati (ad es.) a grafica, giochi, accessibilità, restauro, diagnostica; aziende di ogni dimensione con focus più tecnologico, che offrono servizi (ad es.) di digitalizzazione, archiviazione, realtà aumentata, intelligenza artificiale, produzione digitale, progettazione di interfacce e soluzioni gestionali per la cultura.
come: Operatori del turismo, accoglienza, artigianato, enogastronomia, design e Made in Italy, interessati alla valorizzazione di contenuti culturali nei propri servizi e prodotti.


In Ecomic la partecipazione è sinonimo di valorizzazione: il patrimonio digitale, per diventare risorsa condivisa, deve essere attualizzato all’interno di relazioni significative.
Per questo Ecomic adotta un modello organizzativo fondato su dinamiche collaborative in cui soggetti diversi integrano le proprie competenze, per generare innovazione e nuove soluzioni.
