Parco Archeologico di Ostia Antica
Opere e imbarcazioni diventano modelli 3D per collegare i reperti agli spazi e alla storia dell’antica Ostia.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione 3D di opere rappresentative dell’identità ostiense e rilievo delle cinque imbarcazioni del Museo delle Navi, con laser scanner e modelli utili a ricollocare i beni nei contesti della città antica.
Il Parco Archeologico di Ostia Antica conserva una città di età romana ampiamente preservata, insieme a opere e testimonianze che aiutano a comprenderne la storia. Tra i luoghi coinvolti nel progetto di digitalizzazione ci sono il Museo Ostiense e il Museo delle Navi di Fiumicino.
Nel Museo Ostiense, la sala dedicata ai culti e alle religioni racconta una delle caratteristiche principali dell’antica Ostia: la presenza di comunità diverse. Accanto ai culti tradizionali del pantheon greco-romano trovano spazio quelli legati a Magna Mater, Iside e Mitra, seguiti dall’affermazione dell’ebraismo e del cristianesimo. Il percorso restituisce così un’immagine della città segnata dall’incontro tra religioni, lingue e culture differenti.
Il progetto ha riguardato 89 opere ostiensi, selezionate per la loro capacità di rappresentare questa identità. La scelta comprende manufatti di diverso tipo, tra cui sculture, ceramiche, bronzi e vetri, che raccontano aspetti differenti della vita e della storia della città.
I modelli digitali permettono anche di ricollegare gli oggetti ai luoghi in cui si trovavano. Ostia è una città romana ampiamente conservata, ma durante la visita non è sempre semplice comprendere il rapporto tra gli edifici, gli arredi e i manufatti che un tempo erano collocati al loro interno. Attraverso uno smartphone o altri strumenti, le opere possono essere ricondotte ai propri contesti e messe in relazione con l’urbanistica e l’architettura della città.
Un progetto specifico ha interessato anche cinque imbarcazioni oggi esposte nel Museo delle Navi di Fiumicino. Tra queste ci sono quattro navi caudicarie, chiatte utilizzate per risalire il Tevere e legate alle attività commerciali dei porti imperiali di Claudio e Traiano.
Le imbarcazioni furono scoperte durante i lavori per la costruzione dell’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci e vennero subito conservate nell’hangar che oggi ospita il Museo delle Navi di Fiumicino. Il loro rilievo digitale permette di documentare testimonianze particolarmente importanti per conoscere le attività portuali e commerciali del territorio.
Le acquisizioni vengono realizzate con un laser scanner dotato di tecnologia LiDAR. Lo strumento invia fasci laser verso l’oggetto e ne misura la distanza, raccogliendo più di un milione di punti. L’insieme di questi dati forma una nuvola di punti, utilizzata per ricostruire il modello tridimensionale e associargli l’aspetto fotografico dell’oggetto.
Nella fase successiva, il software unisce e rielabora le informazioni raccolte. È inoltre possibile eliminare dal modello eventuali elementi esterni che ostacolano la corretta lettura del bene. Il risultato restituisce una visione dettagliata delle opere e delle imbarcazioni, collegandole alla storia, agli spazi e all’identità dell’antica Ostia.
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