La Reggia di Capodimonte, voluta dal re Carlo di Borbone nel 1738 all’interno di quella che era una tenuta di caccia, è oggi sede di uno dei più importanti musei italiani, che ospita una ricca ed eterogenea collezione d’arte comprendente opere dei maggiori artisti italiani e stranieri dal Duecento all’età contemporanea. 

Da subito, il sovrano decise di fare della Reggia il luogo che avrebbe ospitato parte della Collezione Farnese, ereditata dalla madre e in arrivo da Parma, che ancora oggi costituisce il nucleo principale del museo.  

Oltre alla Collezione Farnese, a fine Settecento la Reggia ospitava nelle sue sale le opere della Collezione Borbonica. Più tardi, con l’Unità d’Italia, divenne concreta la volontà di fare della residenza di Capodimonte la sede di una Galleria di Arte Moderna, ma nonostante l’arricchimento delle collezioni grazie a diversi acquisti, il progetto restò a lungo inatteso e solo nel 1957 si arrivò all’inaugurazione del nuovo Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte.

Oggi, il Museo e Real Bosco di Capodimonte nei suoi tre piani di esposizione ospita 124 sale con collezioni di dipinti e sculture, porcellane, un ricco gabinetto di disegni e stampe, una collezione di arazzi e mobili reali, rappresentando uno dei più importanti poli culturali del Mezzogiorno. 

Come altri musei autonomi, anche il Museo e Real Bosco di Capodimonte fa parte dei soggetti destinatari del progetto di digitalizzazione del patrimonio culturale finanziato con i fondi PNRR destinati al Ministero della Cultura, il sub-investimento 1.1.5 Digitalizzazione del patrimonio culturale, a cui sono stati assegnati 200 milioni di euro ripartiti tra quota statale (130 milioni) e quota regionale (70 milioni).  

Tutto il processo di digitalizzazione, dalla pianificazione fino alle fasi operative di produzione delle risorse digitali e descrittive, al loro collaudo e consegna finale, viene gestito all’interno della piattaforma D.PaC,  ambiente digitale ideato dall’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio culturale – Digital Library per la gestione del cantiere di digitalizzazione in tutte le sue fasi di vita. 

l progetto di digitalizzazione riguarda gli oggetti conservati nei depositi del museo, tra cui dipinti, arazzi, porcellane, medaglie e armi, e la ricca collezione del Gabinetto disegni e stampe, concorrendo alla digitalizzazione del patrimonio culturale con 49.401 oggetti fisici per la produzione finale di circa 128.100 nuove risorse digitali. 

Il cantiere di digitalizzazione è l’occasione per far uscire dai depositi, almeno virtualmente, un patrimonio ricchissimo che in pochissime occasioni è a disposizione del visitatore. Inoltre, grazie alla presenza nel cantiere di figure professionali specializzate come i restauratori, la digitalizzazione diventa anche un momento di verifica e controllo conservativo delle opere.  

Questo vale ancora di più per le opere della collezione del Gabinetto disegni e stampe, preziose e fragili per loro natura, che a lungo sono state indisponibili al pubblico, e per le quali il progetto di digitalizzazione risponde alla doppia esigenza di valorizzazione e tutela. 

Tra i disegni e stampe digitalizzate ci sono anche quelli appartenenti alla Collezione del conte trentino Carlo Firmian, collezionista e ambasciatore imperiale a Napoli tra il 1754 e il 1758. Questa collezione, ricca di 20.158 oggetti tra disegni e stampe, deve la sua importanza non solo agli oggetti in sé, ma anche al fatto che è arrivata a noi intatta, così com’era stata concepita dal suo proprietario. 

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