Il contesto

Negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi sistemi informativi, spesso altamente specializzati, che hanno prodotto una grande quantità di dati afferenti al patrimonio culturale italiano. Tuttavia, questi dati risultano ancora frammentati, poco interoperabili e difficilmente integrabili tra loro. A ciò si aggiunge una domanda di accesso digitale sempre più ampia e diversificata.

È proprio in questa tensione che si colloca la sfida attuale, che richiede un cambio di prospettiva. Non è più sufficiente digitalizzare, è necessario rendere i dati interoperabili, connessi e riutilizzabili. Questo implica costruire relazioni tra soggetti pubblici e privati e creare le condizioni per lo sviluppo di nuovi servizi per la cultura.

Si tratta, quindi, di passare da una logica di semplice produzione a una logica di integrazione e valorizzazione.

In questo quadro si inserisce Ecomic, l’ecosistema digitale per la cultura promosso dalla Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione del Ministero della Cultura, in attuazione di quanto predisposto nel Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale.

Ecomic rappresenta la principale iniziativa progettuale attraverso cui il Ministero intende guidare questa trasformazione in modo organico e coordinato.

Si configura come un ambiente collaborativo distribuito: non una piattaforma nel senso tradizionale, ma un ecosistema costituito da più piattaforme, progettato per integrare dati, strumenti e competenze

Una visione sistemica della gestione del patrimonio culturale

Il modello di Ecomic mira a superare la frammentazione attuale, evitando al contempo il rischio di obsolescenza delle diverse piattaforme.  

Un elemento chiave dell’iniziativa è che Ecomic non sostituisce ciò che esiste nè richiede la creazione di nuovi sistemi

Al contrario, connette, valorizza e arricchisce, mettendo a sistema le esperienze, gli strumenti e i dati già disponibili. L’Ecosistema accompagna l’intero ciclo di vita del dato culturale, dalla produzione del dato digitale, alla sua organizzazioneintegrazione e valorizzazione.  

In questo modo il dato non resta un elemento statico, ma diventa un abilitatore di conoscenzaservizi nuove forme di fruizione. 

Il nucleo tecnologico di Ecomic

Ecomic segue il ciclo di vita del dato digitale attraverso i suoi tre ambienti digitali

D.PaC, per la digitalizzazione del Patrimonio Culturale è la piattaforma dedicata alla digitalizzazione dei beni culturali, pensata per supportare tutti i soggetti coinvolti in questo processo. Consente pianificare, monitorare e gestire in modo strutturato le campagne di digitalizzazione.  

I.Pac, Infrastruttura e Servizi per il Patrimonio Culturale, rappresenta l’infrastruttura centrale dell’ecosistema.  Qui che i dati vengono ospitati, organizzati e arricchiti, diventando interoperabili e pronti per essere utilizzati. Si rivolge a chi gestisce i dati del patrimonio culturale e ne garantisce l’accesso. 

DPaaS, la piattaforma laboratorio di Ecomic, il laboratorio dell’ecosistema. Attraverso tecnologie e strumenti dedicati, consente lo sviluppo di applicazioni e servizi basati sui dati culturali ed è rivolto principalmente a sviluppatori e soggetti che vogliono sperimentare con i dati.  

Aderire a Ecomic significa entrare in un ecosistema che semplifica l’innovazione e valorizza gli investimenti già realizzati. Per individuare la modalità di adesione più adatta al proprio contesto e avviare il percorso, è possibile compilare il questionario introduttivo cliccando sul tasto “Richiedi informazioni”. 

Lo sviluppo dell’Ecosistema è guidato dal contributo attivo dei suoi Attori. Partecipa alla consultazione pubblica del documento di inquadramento strategico di Ecomic, disponibile sulla piattaforma ParteciPa fino al 15 maggio 2026: https://partecipa.gov.it/processes/ecomic-ecosistema-digitale-per-la-cultura-v2

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