Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
La memoria della produzione editoriale, tra conservazione e digitale: un patrimonio che cresce e si trasforma nel tempo.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione del patrimonio librario e documentario della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, con trattamento preliminare, acquisizione e intervento conservativo per tutelare i materiali e ampliarne l’accesso.
Alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il cantiere di digitalizzazione coinvolge un patrimonio librario e documentario che restituisce secoli di storia culturale, testimoniando l’evoluzione della produzione editoriale in Italia e in Europa. Tra le figure che hanno contribuito a definirne l’identità si distingue Antonio Magliabechi, erudito del Seicento e autore di uno dei più rilevanti lasciti librari fiorentini, insieme a una rete di carteggi che documenta relazioni, scambi e dinamiche dell’editoria del tempo.
Accanto al valore storico delle collezioni, la Biblioteca svolge una funzione centrale nella conservazione della memoria contemporanea. In qualità di deposito legale, insieme alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, raccoglie l’intera produzione editoriale nazionale, includendo non solo libri e pubblicazioni ufficiali, ma anche periodici, materiali locali e documenti di difficile reperibilità. In questo modo, si configura come un archivio vivo e stratificato della produzione culturale del Paese.
In questo contesto, le attività di digitalizzazione affiancano e rafforzano le strategie di conservazione tradizionali. Il cantiere riguarda sia la gestione del patrimonio digitale nativo, attraverso attività di web archiving e conservazione nei magazzini digitali, sia la digitalizzazione del materiale analogico, con l’obiettivo di garantirne la tutela, ampliarne l’accesso e favorirne il riuso per studio, ricerca e valorizzazione.
Le operazioni seguono una sequenza strutturata: i materiali vengono selezionati, sottoposti a trattamento preliminare, preparati per l’acquisizione e infine digitalizzati. In questa fase, particolare attenzione è dedicata alla pulizia, alla distensione e alla stabilizzazione dei documenti, anche in presenza di criticità conservative, come nel caso dei materiali segnati dall’alluvione del 1966, al fine di assicurare la qualità delle immagini e la corretta restituzione dei contenuti.
A valle della digitalizzazione, i documenti sono reimballati secondo modalità conservative avanzate, tra cui l’impacchettamento sottovuoto con ridotto contenuto di ossigeno. Questa procedura consente di limitare i fenomeni di ossidazione, migliorare le condizioni di conservazione nel lungo periodo e integrare il processo digitale in una più ampia strategia di tutela materiale.
La disponibilità di risorse digitali consente di ampliare l’accesso al patrimonio, supportando lo studio, la ricerca e la consultazione. Allo stesso tempo, la presenza di copie digitali contribuisce alla tutela degli originali, riducendo la necessità di manipolazione diretta e favorendo nuove modalità di fruizione e valorizzazione delle collezioni.
D.PaC supporta il governo dei processi di digitalizzazione e conservazione, garantendo coerenza operativa e qualità dei dati prodotti, mentre l’integrazione con I.PaC consente di rendere le risorse digitali pienamente accessibili e valorizzabili. In questa prospettiva, il cantiere contribuisce a trasformare la memoria editoriale in una risorsa digitale strutturata, a supporto della conoscenza e della fruizione del patrimonio culturale.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







