Palazzo Ducale Gubbio
Le opere custodite nei depositi rientrano nel racconto del Palazzo Ducale, collegando ciò che è esposto a ciò che non è visibile al pubblico.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione delle opere conservate nei depositi di Palazzo Ducale di Gubbio, tra formelle del sottotetto, elementi di porte e finestre e frammenti ceramici provenienti dagli scavi.
Sul terrazzamento più alto di Gubbio, di fronte al Duomo, Palazzo Ducale conserva una storia che intreccia arte, architettura e potere. Voluto da Federico da Montefeltro come seconda residenza del Ducato d’Urbino e progettato da Francesco di Giorgio, il palazzo nasce negli anni Settanta del Quattrocento in uno spazio già abitato in età medievale, tra il Palazzo della Guardia, la Corte Vecchia e l’antica piazza del Rengo.
Il museo racconta questa vicenda attraverso le opere esposte, ma una parte importante della storia del monumento è custodita nei depositi. È qui che il cantiere di digitalizzazione interviene, riportando all’attenzione materiali normalmente non visibili al pubblico, ma strettamente legati all’identità del palazzo e alla sua lunga stratificazione.
Tra le opere coinvolte figurano le formelle del decoro del sottotetto, realizzate per Federico da Montefeltro con la sua insegna e il titolo ducale, oggi sostituite da copie per ragioni conservative. Accanto a queste, i depositi conservano elementi di porte e finestre che appartengono alla storia architettonica dell’edificio, ma che non possono essere inseriti nel percorso espositivo per motivi di conservazione.
Il progetto, sviluppato attraverso Ecomic – ecosistema digitale per la cultura, comprende anche i frammenti ceramici rinvenuti durante gli scavi sotto la corte. Sono tracce minute, legate all’uso quotidiano del palazzo, che raccontano il trascorrere di più secoli attraverso vasellame e materiali comuni. Oggetti diversi dalle opere monumentali, ma fondamentali per restituire la vita del luogo nella sua continuità.
La digitalizzazione permette di rendere accessibili questi materiali a studiosi, studenti e visitatori che non possono consultarli direttamente o recarsi sul posto. Allo stesso tempo, consente di ampliare le informazioni disponibili e di costruire un racconto più ricco, capace di affiancare l’esperienza della visita e di mettere in relazione ciò che si vede nelle sale con ciò che è conservato dietro le quinte del museo.
In questo percorso, D.PaC sostiene la gestione del cantiere lungo le diverse fasi operative, dalla pianificazione delle attività alla produzione delle risorse digitali, fino al conferimento in I.PaC. La piattaforma aiuta a dare continuità al lavoro e a organizzare in modo coerente un patrimonio composto da materiali differenti per natura, funzione e stato di conservazione.
Le opere dei depositi tornano così a dialogare con quelle esposte. Formelle, elementi architettonici e frammenti ceramici diventano parte di una rete di contenuti che permette di leggere Palazzo Ducale nella sua interezza, non solo come spazio museale, ma come monumento abitato dalla storia, dagli usi quotidiani e dalle trasformazioni del tempo.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







