Complesso monumentale dei Girolamini
Archivio, partiture, opere e oggetti tridimensionali entrano in un percorso digitale che mette in relazione documenti e patrimonio storico-artistico.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione dell’archivio cartaceo e delle partiture musicali, acquisizione ad alta definizione di paramenti sacri e scansione 3D di opere e oggetti tridimensionali, tra cui busti lignei e vasi della collezione Valletta.
Al Complesso monumentale dei Girolamini, biblioteca, chiesa, quadreria e archivio non sono capitoli separati, ma voci di un unico racconto. Documenti, opere, spazi monumentali e memoria storica si intrecciano ogni giorno, restituendo la ricchezza di uno dei luoghi più importanti della cultura napoletana.
Da due anni, il visitatore ha finalmente la possibilità di varcare la soglia di una delle più belle chiese di Napoli, un monumento nato nel tardo Cinquecento e divenuto gradualmente barocco, con un patrimonio pittorico e scultoreo di primissimo livello. La digitalizzazione si inserisce in questo contesto, non come semplice attività tecnica, ma come strumento per rendere più leggibile ciò che il complesso conserva e rappresenta.
Il primo passo del cantiere ha riguardato l’archivio cartaceo. Insieme ai documenti sono state digitalizzate anche le partiture musicali, materiali cercati da studiosi di tutto il mondo da decenni. Questo lavoro permette di rendere più accessibili fonti fondamentali per la ricerca e di conservarne il contenuto in una forma consultabile nel tempo.
Il secondo passaggio riguarda il patrimonio mobile e storico-artistico. L’obiettivo è mettere in relazione i documenti con gli oggetti, creando un legame più chiaro tra le fonti d’archivio e le opere conservate nel complesso. In questo modo, ogni bene può essere letto non solo per il suo valore materiale e artistico, ma anche attraverso le informazioni che ne accompagnano la storia.
Il cantiere entra poi nel cuore del patrimonio storico artistico del complesso, lavorando su opere che appartengono a contesti diversi ma concorrono allo stesso racconto. I busti lignei molto antichi conservati nella chiesa e i vasi della collezione Valletta, esposti nella sala Vico, sono oggetto di acquisizioni 3D, mentre i paramenti sacri vengono digitalizzati in alta definizione. La scansione laser degli oggetti tridimensionali permette di restituire forme, volumi e dettagli, ampliando le possibilità di lettura dei materiali.
In queste attività, l’osservazione ravvicinata consente di leggere materiali, superfici e stato di conservazione delle opere. La digitalizzazione diventa così anche un’occasione per capire come il tempo stia agendo sugli oggetti e raccogliere informazioni utili alla loro tutela.
Al Complesso monumentale dei Girolamini, il digitale aiuta a costruire un nuovo livello di conoscenza: documenti, partiture, opere d’arte e oggetti tridimensionali possono essere collegati tra loro, favorendo percorsi di studio, visita e approfondimento rivolti a studiosi e cittadini. Il patrimonio non viene separato dalla sua storia, ma restituito attraverso relazioni più chiare, capaci di raccontare non solo il valore dei suoi tesori, ma anche ciò che questo luogo ha rappresentato nel tempo.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







