Archivio di Stato di Caserta
Dalle carte del territorio alla consultazione digitale, l’Archivio di Stato di Caserta apre nuove vie alla conoscenza delle radici locali.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione delle serie Affari comunali, Bonifiche e Culto dell’Archivio di Stato di Caserta, con produzione di risorse digitali per accesso da remoto, fruizione facilitata e valorizzazione.
Dal 2017 l’Archivio di Stato di Caserta ha sede nel complesso vanvitelliano, in un rapporto che lega l’istituto alla storia stessa della Reggia. I locali oggi occupati dall’Archivio corrispondono agli spazi scelti alla fine del Settecento per conservare le carte dello Stato di Caserta, restituendo continuità a una funzione documentaria nata insieme alla storia amministrativa del territorio.
Questo legame si è rafforzato nel novembre 2024, quando l’Archivio ha acquisito, su iniziativa della Direzione generale Archivi, il cosiddetto Archivio storico della Reggia. Un patrimonio che non riguarda soltanto la costruzione del monumento, ma si estende all’intero sistema dei siti reali borbonici presenti sul territorio, aprendo nuove possibilità di ricerca sulla storia della città, delle istituzioni e del paesaggio.
La campagna di digitalizzazione rappresenta per l’Archivio una grande opportunità di accesso e conoscenza. Rendere disponibili le serie archivistiche in formato digitale significa facilitare la consultazione da remoto, superare barriere fisiche, cognitive e motorie, e ampliare le possibilità di valorizzazione e divulgazione di un patrimonio altrimenti legato alla presenza fisica nelle sale di studio.
Per questo intervento sono state selezionate tre serie documentarie: Affari comunali, Bonifiche e Culto. Sono carte che permettono di ricostruire le modalità di vita e di amministrazione del territorio, seguendo il rapporto tra comunità, istituzioni, ambiente e attività produttive. Tra i documenti emerge anche una testimonianza legata all’utilizzo delle bufale nei lavori di bonifica, traccia concreta di un paesaggio paludoso trasformato attraverso il lavoro e la gestione delle risorse locali.
Il progetto, realizzato dalla Regione Campania con fondi PNRR, coinvolge quindici soggetti destinatari, selezionati anche per garantire una rappresentazione equilibrata dei territori delle cinque province campane. L’intervento porterà alla produzione di oltre 2 milioni di risorse digitali, che si aggiungeranno a quelle già realizzate attraverso altri progetti di digitalizzazione.
Le risorse potranno essere consultate attraverso più punti di accesso: l’ecosistema digitale del Ministero della Cultura, quello della Regione Campania e il Portale Archivi nazionali della Direzione generale Archivi, curato dall’ICAR. Il lavoro segue gli standard del Piano Nazionale di Digitalizzazione, a cui ha contribuito anche l’Istituto Centrale per gli Archivi, favorendo una circolazione più ampia e ordinata del patrimonio digitale.
D.PaC sostiene il cantiere come ambiente di gestione del processo, accompagnando la pianificazione delle attività, la produzione delle risorse digitali e il conferimento in I.PaC. In un intervento che coinvolge serie archivistiche diverse, più soggetti e molteplici punti di accesso, la piattaforma aiuta a dare coerenza ai flussi di lavoro e continuità alla trasformazione digitale delle carte.
La digitalizzazione dell’Archivio di Stato di Caserta consegna alle generazioni presenti e future nuovi strumenti per leggere il territorio in cui vivono, studiano e lavorano. Le carte diventano risorse accessibili per riconoscere radici, origini e trasformazioni dei luoghi, facendo della memoria amministrativa una chiave viva per comprendere la storia delle comunità.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







