Teatro dell’Opera di Roma
Costumi d’opera e di danza custoditi nei depositi diventano modelli digitali 3D, aprendo alla fruizione un patrimonio teatrale conservato nel tempo.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione 3D dei costumi di scena del Teatro dell’Opera di Roma, con acquisizione fotografica, calibrazione delle immagini, allineamento dei dati e creazione di modelli master 3D.
Ci sono patrimoni che appartengono alla scena, ma vivono lontano dallo sguardo del pubblico. Nei depositi di via dei Cerchi, il Teatro dell’Opera di Roma conserva circa 70.000 costumi di scena, una collezione straordinaria costruita nel tempo attraverso la storia dell’opera lirica, della danza e delle grandi produzioni teatrali.
Ogni abito custodisce una parte di questa memoria. Ci sono costumi disegnati da Manzù, Guttuso e Giorgio De Chirico, insieme a quelli di Picasso, ricostruiti a partire dai bozzetti dell’epoca. De Chirico, visitando i depositi per osservare le scenografie, rimase colpito da alcuni costumi al punto da utilizzarli per i suoi celebri autoritratti in costume. È un patrimonio fatto di tessuti, forme, colori e visioni artistiche, ma anche di gesti di cura ripetuti nel tempo.
La conservazione fisica resta infatti un elemento essenziale. I costumi sono custoditi in un edificio adatto alla protezione di materiali organici, come molti tessuti, e sono organizzati per spettacolo, imbustati singolarmente e riposti dopo il lavaggio in tintoria. Questa attenzione ha permesso di mantenere in buono stato anche abiti con più di cento anni di storia.
Accanto ai costumi, l’Archivio storico del Teatro dell’Opera di Roma, nato nel 2000, conserva documenti che accompagnano la vita delle produzioni: programmi di sala, locandine, manifesti, rassegna stampa, audio, video, bozzetti e figurini. Sono materiali che raccontano il passaggio dall’idea alla scena, dal disegno preparatorio agli elementi che prendono corpo nello spazio teatrale, come fondali e quinte.
Il progetto, reso possibile dai fondi PNRR attraverso la Regione Lazio, amplia questa memoria attraverso il digitale. Sono previsti 375 costumi di scena digitalizzati in 3D e 368 fondali acquisiti in 2D ad alta risoluzione. In questo modo, una parte del patrimonio custodito nei depositi e nei laboratori può diventare consultabile anche online, senza esporre gli originali a manipolazioni non necessarie.
La digitalizzazione 3D dei costumi richiede un lavoro accurato, pensato per rispettare ogni dettaglio dell’abito. Nella fase di acquisizione, gli operatori si muovono intorno al costume e lo fotografano da diverse altezze e inclinazioni, raccogliendo il maggior numero possibile di informazioni su forme, volumi, tessuti e particolari.
Le immagini vengono poi trasferite alla postazione digitale, dove si procede con la calibrazione del colore, il bilanciamento dell’esposizione e l’allineamento degli scatti. Da questo processo nasce una nuvola di punti che, nella fase finale, permette di costruire il modello master 3D: una copia digitale completa, capace di restituire la complessità del costume e dei suoi elementi.
In un cantiere che unisce oggetti fragili, fondali storici, archivi e competenze tecniche, D.PaC contribuisce a dare struttura alla trasformazione digitale. La piattaforma sostiene la gestione delle attività, la produzione delle risorse e il loro conferimento in I.PaC, favorendo continuità e coerenza lungo un processo che mette in relazione conservazione, studio e fruizione.
La digitalizzazione non sostituisce l’incontro con il teatro, ma ne prolunga il racconto. Costumi e fondali diventano risorse accessibili, capaci di avvicinare nuovi pubblici alla storia del Teatro dell’Opera di Roma e di garantire a questa collezione una conservazione pensata anche per il futuro.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







