Restauro visivo dei manoscritti: la colorizzazione dei microfilm storici con l’intelligenza artificiale
Restauro e fruizione avanzata dei manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma riprodotti su microfilm.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma conserva manoscritti ricchi di pergamene, pigmenti e miniature, documentati su microfilm storici in bianco e nero. La sfida è restituirne il colore a partire dai microfilm già esistenti.
Un sistema che, guidato da un archivio storico delle tecniche pittoriche antiche, analizza i microfilm in bianco e nero e propone una colorazione storicamente plausibile, sottoposta sempre alla validazione di un esperto.
La colorizzazione dei manoscritti digitalizzati su microfilm
Il progetto della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma nasce per restituire l’informazione cromatica ai manoscritti riprodotti in passato su microfilm in bianco e nero. Le pergamene, i pigmenti e le miniature che caratterizzano questi documenti non compaiono nelle riproduzioni storiche, con un limite per lo studio paleografico e per la fruizione pubblica.
Il progetto risponde a questa esigenza con un sistema digitale che, a partire dai microfilm e dai relativi metadati gestiti attraverso I.PaC, il servizio Ecomic per la gestione e l’arricchimento del patrimonio digitale, ricostruisce una colorazione storicamente fondata, alimentata da un archivio delle tecniche pittoriche antiche ed elaborata con algoritmi di intelligenza artificiale.
Dal microfilm in bianco e nero all’immagine a colori
L’applicazione consente di visualizzare un manoscritto e, muovendo una barra di scorrimento, di vedere l’immagine passare dal microfilm in scala di grigi alla sua versione a colori. L’immagine è arricchita da punti interattivi: selezionandoli si aprono schede, disponibili in più lingue grazie a sistemi di traduzione integrati, che spiegano quale pigmento antico è stato utilizzato in quel punto, ad esempio un blu ricavato dai lapislazzuli o un inchiostro al ferro. L’esperienza permette a cittadini, studenti e ricercatori di cogliere la ricchezza materiale e cromatica di queste opere.
La colorazione non è arbitraria: gli algoritmi si basano su un ampio archivio geografico e temporale dei pigmenti antichi, riconoscono le diverse aree dell’immagine, testo, decorazione, fondo, e propongono una tinta plausibile. La decisione finale resta all’esperto: il restauratore o il paleografo verifica il risultato, corregge quando necessario e lo approva. Ogni intervento umano viene registrato, garantendo la trasparenza dell’intero processo e confermando un approccio in cui la tecnologia affianca il lavoro degli esperti, senza sostituirsi a essi nella ricostruzione storica e scientifica.
Un sistema riutilizzabile da biblioteche e archivi
Il sistema è progettato, grazie a Ecomic – ecosistema digitale per la cultura, per essere riutilizzabile. Qualsiasi biblioteca, archivio o fondazione può adottarlo caricando i propri microfilm in bianco e nero e applicando le regole cromatiche del proprio contesto storico e territoriale, restituendo colore a intere collezioni senza doverle digitalizzare nuovamente. In questo modo l’informazione cromatica torna disponibile in modo scalabile, con costi e tempi più sostenibili.
Il valore del progetto
Per la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, il progetto amplia le possibilità di studio e di fruizione dei manoscritti, avvicinando il pubblico alla ricchezza dei documenti storici e offrendo a ricercatori e paleografi nuovi strumenti di analisi.
Le colorazioni validate dagli esperti confluiscono in una risorsa stabile e affidabile. È attraverso DPaaS, la piattaforma che permette di trasformare i dati e di creare nuovi prodotti e servizi, che questo esito diventa un data product pubblicato nel catalogo di Ecomic e accessibile a tutti gli enti del settore: un dato aperto che raccoglie le immagini a colori, i microfilm originali e lo storico delle decisioni prese, corredato di metadati interoperabili con i cataloghi bibliografici.
La compresenza dell’immagine storica e della colorazione consente di distinguere con chiarezza il dato originale dall’ipotesi di restauro visivo. È una garanzia di trasparenza per gli studiosi di oggi e delle generazioni future, oltre che una risorsa condivisa per la ricerca, la didattica e la valorizzazione del patrimonio librario.
Centrica
3D Research
Superelectric
ALTAIR4
WAY
Start-Test
Measure 3D
NAOS
Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library
Servizi Ecomic utilizzati
Gestire e arricchire il patrimonio digitale
Trasformare i dati e creare prodotti e servizi




