Dal frammento all’opera: restauro digitale e stampa tridimensionale
Un sistema per identificare e ricostruire in modo efficiente i reperti ceramici di produzione para industriale romana.

La ricostruzione delle ceramiche archeologiche romane si basa su lavorazioni manuali di grande precisione, in media cinque o sei giornate per vaso. La sfida è rendere il processo più rapido e ripetibile, valorizzando il giudizio dello specialista.
Un sistema che confronta la scansione del frammento romano di produzione para industriale con un archivio di forme storiche calcola la parte mancante e la stampa in tre dimensioni, riducendo i tempi di lavoro a circa dieci minuti.
Il restauro digitale della ceramica Sigillata Italica
Partendo dalla collezione di Terra Sigillata Italica del Museo delle Navi di Pisa, il progetto della DRM Toscana introduce strumenti e procedure digitali a supporto del restauro virtuale e dell’identificazione delle forme dei reperti ceramici.
La piattaforma sviluppata automatizza l’identificazione delle forme ceramiche antiche a partire dalla scansione di piccoli frammenti e consente, grazie alla stampa 3D, di integrare le parti mancanti dei reperti.
Scansione, confronto delle forme e stampa 3D
Il restauratore carica sulla piattaforma la scansione tridimensionale del frammento e il sistema, confrontando la forma con un archivio di centinaia di sagome storiche classificate, propone le corrispondenze più probabili. Il professionista affina la forma con strumenti di modellazione intuitivi; il sistema calcola il volume esatto della parte mancante, tenendo conto di ogni dettaglio come lo spazio per la colla da restauro, e in pochi minuti genera il file pronto per la stampante tridimensionale. In parallelo produce il disegno archeologico bidimensionale ecalcola quanto sia completo il reperto.
Un configuratore riutilizzabile da altri musei
Il sistema è costruito come un configuratore universale, un nuovo museo che decide di adottarlo trova una struttura di partenza basata sulle caratteristiche condivise da tutte le ceramiche antiche, come tipo di bordo, forma della base, proporzioni del corpo, a cui può affiancare il proprio archivio storico di riferimento, le proprie etichette e le informazioni specifiche della propria collezione.
Lo stesso strumento sviluppato per la DRM Toscana può quindi essere adottato da qualsiasi altro museo, caricando il proprio catalogo di forme e le proprie categorie. La logica si estende oltre la ceramica: la stessa architettura è progettata per accogliere sculture frammentate, oggetti in metallo e reperti ossei, ovvero qualsiasi bene lacunoso per cui esista una forma di riferimento.
Un elemento determinante è la valorizzazione della conoscenza degli specialisti. Ogni scelta compiuta dall’archeologo, ogni adattamento manuale, ogni validazione di una forma proposta dal sistema, viene registrata. Questo insieme di decisioni costituisce il materiale con cui, nel tempo, si addestra un modello di intelligenza artificiale in grado di automatizzare progressivamente le operazioni più ripetitive, lasciando allo specialista le valutazioni che richiedono giudizio critico.
Il valore del progetto
Per la Direzione Regionale Musei della Toscana, il progetto rende più efficiente il flusso di lavoro del restauro, con una considerevole economia di tempo e di costi. I reperti conservati nei depositi possono essere integrati in tempi brevi, documentati e resi accessibili nella programmazione museale.
I risultati validati del restauro digitale sono trasformati, attraverso la piattforma DPaaS, in un data product pubblicato nel catalogo di Ecomic e accessibile a tutti gli enti del settore: i modelli tridimensionali delle parti mancanti, ottimizzati per la stampa additiva e corredati da schede tecniche e indicazioni sui materiali. Un dato aperto che rappresenta al tempo stesso un archivio sicuro e una risorsa per la ricerca, per i progetti educativi e per la stampa fisica in occasione di mostre temporanee.
La raccolta sistematica delle scelte degli specialisti costruisce nel tempo un dataset per l’addestramento dell’intelligenza artificiale, un patrimonio che cresce con ogni restauro completato.
Il flusso completo, dalla scansione del frammento alla produzione del file di stampa, fino all’archiviazione del risultato, è un modello riutilizzabile da qualsiasi istituto che gestisca beni frammentati, poiché abilitato dai servizi digitali dell’ecosistema Ecomic, I.PaC e DPaaS.
Centrica
3D Research
Superelectric
ALTAIR4
WAY
Start-Test
Measure 3D
NAOS
Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library
Servizi Ecomic utilizzati
Trasformare i dati e creare prodotti e servizi




