
Messina 1908: memoria storica e narrazione partecipata
Opere moderne e contemporanee vengono acquisite in alta definizione e in 3D per leggere materiali, dettagli e trasformazioni non visibili a occhio nudo.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione di opere della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, con acquisizioni ad alta definizione e scansioni tridimensionali a supporto della conoscenza e della conservazione.
Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, la storia dell’arte degli ultimi due secoli si dispiega in una collezione di oltre 20.000 opere, di cui quasi 1.000 esposte. Il percorso prende avvio dall’Ercole e Lica di Canova e arriva fino ai linguaggi del presente, attraversando movimenti, correnti, scuole di pensiero e ricerche artistiche molto diverse tra loro.
Si tratta di una raccolta centrale per l’arte moderna e contemporanea italiana, arricchita anche da capolavori di artisti stranieri. Il nuovo allestimento contribuisce a raccontare l’evoluzione dell’arte degli ultimi due secoli, fatta di movimenti, correnti, scuole di pensiero e percorsi artistici molto diversi tra loro.
Grazie al Ministero della Cultura, ai fondi PNRR e alla Digital Library, la Galleria ha avviato un importante processo di digitalizzazione della collezione. La scelta delle opere nasce soprattutto da esigenze conoscitive e conservative: osservare meglio, documentare con precisione, raccogliere informazioni che non sempre la visione diretta permette di cogliere.
Le acquisizioni ad alta definizione e le scansioni tridimensionali consentono di entrare nella materia delle opere con uno sguardo nuovo. Questo vale in modo particolare per i lavori caratterizzati da una forte presenza fisica dei materiali, come alcune opere di Burri, dove superfici, consistenze e tecniche non tradizionali richiedono strumenti capaci di seguirne l’evoluzione nel tempo.
Per le immagini ad alta definizione viene utilizzata una tecnica basata sulla ripresa di più porzioni dell’opera. Ogni dettaglio viene fotografato separatamente e poi ricomposto attraverso un programma, fino a ottenere una visione complessiva estremamente nitida. È un modo per avvicinarsi all’opera senza intervenire sulla sua superficie, rendendo visibili elementi che a occhio nudo resterebbero difficili da percepire.
La digitalizzazione diventa così uno strumento utile anche per seguire lo stato di conservazione delle opere. L’osservazione ravvicinata delle superfici permette di riconoscere segni, variazioni e possibili alterazioni dei materiali, offrendo informazioni preziose per documentare l’opera nel presente e accompagnarne la tutela nel tempo.
Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il digitale non sostituisce l’esperienza dell’opera, ma la approfondisce. Le immagini ad alta definizione e i modelli tridimensionali aprono nuove possibilità per studiare forme, superfici e materiali, offrendo alla ricerca e alla fruizione strumenti più accurati per conoscere una collezione in continua trasformazione.
Digitalizzare il patrimonio culturale