Archivio di Stato di Genova
Mappe, registri e archivi notarili: la memoria del territorio diventa accessibile attraverso la digitalizzazione.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione delle mappe, dei registri catastali e dei fondi documentari dell’Archivio di Stato di Genova, con preparazione e scansione sistematica dei materiali per restituire assetti urbani, proprietà e relazioni sociali.
All’Archivio di Stato di Genova, il cantiere di digitalizzazione interessa un patrimonio documentario che racconta la storia della città e del suo territorio attraverso fonti capaci di restituire assetti urbani, proprietà e relazioni sociali nel corso dei secoli.
Mappe, registri catastali e documentazione descrittiva offrono una rappresentazione dettagliata di Genova, dai carrugi ai palazzi aristocratici, permettendo di leggere in modo stratificato le trasformazioni del tessuto urbano e della vita economica e sociale.
Tra i fondi conservati, il Catasto costituisce un nucleo di particolare rilievo, articolato in una pluralità di materiali cartografici e descrittivi prodotti nel tempo. Il catasto napoleonico rappresenta una delle testimonianze più significative, con mappe di grande formato e registri che documentano proprietà, confini e articolazione del territorio, consentendo di ricostruire assetti insediativi e dinamiche urbanistiche in prospettiva storica.
Accanto a questo, il patrimonio si estende ad altri nuclei documentari, tra cui il fondo notarile, tra i più antichi e rilevanti a livello internazionale per la documentazione medievale. Questi materiali offrono una rappresentazione capillare della società genovese, registrando non solo atti di rilevanza economica, ma anche aspetti della vita quotidiana e delle relazioni sociali, oltre a testimoniare le attività commerciali e la presenza genovese in diversi contesti geografici.
Il cantiere di digitalizzazione riguarda sia la componente cartografica sia quella documentaria, con l’obiettivo di preservare e rendere accessibile un patrimonio ampio e articolato. L’intervento prende avvio dal fondo del catasto napoleonico e si estende ad altri nuclei catastali, includendo materiali prodotti in diverse fasi storiche e riferibili a più livelli di organizzazione territoriale.
Le operazioni seguono una sequenza strutturata: i materiali vengono prelevati dai depositi, trasferiti in ambienti idonei alla lavorazione, preparati per l’acquisizione e infine digitalizzati mediante scansione sistematica. L’attività riguarda migliaia di registri e di mappe, acquisiti pagina per pagina e immagine per immagine, così da garantire una restituzione completa e fedele dei contenuti.
La produzione delle risorse digitali consente di ampliare in modo significativo le possibilità di accesso e di utilizzo del patrimonio, rendendolo disponibile anche a utenti non specialisti e favorendo nuove modalità di consultazione, studio e analisi. La disponibilità dei dati contribuisce inoltre a supportare la comprensione del contesto territoriale contemporaneo, quale esito di processi storici legati alla definizione di confini, proprietà e assetti urbani.
D.PaC supporta la gestione e il coordinamento delle attività di digitalizzazione, garantendo coerenza nei processi e qualità dei dati prodotti, mentre l’integrazione con I.PaC consente di organizzare e rendere accessibili le risorse digitali in un ambiente strutturato. In questa prospettiva, il cantiere contribuisce a trasformare la documentazione archivistica in una risorsa digitale condivisa, a supporto della conoscenza, della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







