Archivio di Stato di Palermo
La digitalizzazione rende accessibile una memoria documentaria che racconta l'incontro di culture nel cuore del Mediterraneo.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione di registri amministrativi, documentazione catastale e mappe dell’Archivio di Stato di Palermo, con preparazione dei materiali, acquisizione digitale e produzione delle relative risorse per la consultazione e la ricerca.
Palermo conserva nei suoi archivi una memoria fatta di lingue, istituzioni, territori e convivenze. Tra le carte dell’Archivio di Stato, ospitato nelle sedi degli ex conventi della Catena e della Gancia, la storia della Sicilia si presenta come un intreccio di culture diverse, in cui tradizioni greche, arabe, latine, bizantine, normanne e spagnole hanno lasciato tracce profonde nella documentazione.
Il cantiere di digitalizzazione sviluppato attraverso Ecomic – ecosistema digitale per la cultura interessa un patrimonio ampio e articolato: registri amministrativi, documentazione catastale, mappe e documenti di particolare rilievo storico. Tra questi emerge il mandato della contessa Adelaide del Vasto, datato 1109, scritto in greco e in arabo e considerato il più antico documento su carta conservato in Europa. Non è soltanto un atto amministrativo, ma una testimonianza eccezionale di sincretismo culturale, capace di raccontare una forma di governo in cui lingue e competenze diverse potevano convivere sulla stessa pagina.
Accanto a questi documenti, l’Archivio conserva materiali fondamentali per ricostruire la storia del territorio e della proprietà nel tempo. La documentazione della Tesoreria generale del Regno di Sicilia, custodita nella sala della Tesoreria alla Gancia, comprende circa 25.000 volumi prodotti tra il 1569 e il 1870. Il cantiere coinvolge inoltre circa 8.300 registri e un migliaio di mappe catastali, con una produzione prevista di circa 2.780.000 risorse digitali nell’arco di due anni.
La digitalizzazione richiede un lavoro attento anche sui supporti. Le mappe catastali, spesso conservate arrotolate, vengono aperte, spianate e, quando necessario, restaurate prima dell’acquisizione. Strappi e lacune possono essere trattati con interventi di rammendo e integrazione con carta giapponese, mentre la messa sotto peso consente di stabilizzare materiali che tenderebbero naturalmente a riavvolgersi. Solo dopo queste operazioni diventa possibile acquisire correttamente documenti di grande formato e restituirli in forma digitale.
D.PaC sostiene il cantiere lungo l’intero ciclo di lavoro, dalla pianificazione delle attività alla gestione dei flussi operativi, fino alla produzione delle risorse digitali e al conferimento in I.PaC. Per un patrimonio così esteso e differenziato, la piattaforma aiuta a governare tempi, passaggi e qualità del processo, rendendo più ordinata la trasformazione di registri, mappe e documenti in risorse consultabili.
La disponibilità delle copie digitali permette di consultare la documentazione anche da remoto, sostenendo la ricerca storica sulla distribuzione della proprietà e sulle trasformazioni del territorio. Allo stesso tempo, risponde a esigenze amministrative ancora attuali, poiché le carte catastali antiche possono essere utilizzate anche per ricostruire diritti e vicende legate alle proprietà. Così l’Archivio di Stato di Palermo rende più accessibile una memoria che non appartiene solo al passato, ma continua a offrire strumenti di conoscenza a istituzioni, studiosi e cittadini.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







