Biblioteca Nazionale di Napoli
Giornali e riviste storiche diventano risorse digitali per restituire alla fruizione pubblica la memoria del Paese.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione di giornali e riviste conservati dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, con integrazione dei numeri lacunosi o fragili da altre collezioni e produzione di risorse digitali per la consultazione.
Dal 1927 la Biblioteca Nazionale di Napoli abita gli appartamenti storici di Palazzo Reale, nella parte affacciata verso il mare. Il trasferimento dall’allora sede del Museo Archeologico Nazionale avvenne per esigenze di spazio, anche grazie all’interessamento di Benedetto Croce, e segnò una nuova stagione per una delle biblioteche più importanti d’Italia per ricchezza e consistenza del patrimonio conservato.
Tra le attività oggi in corso, un ruolo centrale è affidato alla digitalizzazione di giornali e riviste, realizzata in collaborazione con la Regione Campania, capofila dell’intervento. La Biblioteca partecipa come partner mettendo a disposizione numerose testate e periodici, compresi giornali storici di particolare interesse, destinati a diventare parte di un patrimonio digitale più ampio che contribuirà al target regionale di 7 milioni di nuove risorse.
Il cantiere riguarda materiali fragili, spesso lacunosi o in cattivo stato di conservazione, ma fondamentali per ricostruire la memoria collettiva. Dove necessario, le serie potranno essere integrate con numeri provenienti da altre collezioni, così da restituire una documentazione più completa e rendere consultabili raccolte che raccontano la storia del Paese da prospettive diverse.
I giornali locali restituiscono vicende, trasformazioni e identità del territorio. Altre testate aprono invece uno sguardo più ampio sulla storia nazionale e sulle relazioni dell’Italia con l’estero. La loro digitalizzazione permette di riportare alla fruizione pubblica pagine che hanno accompagnato la vita politica, sociale e culturale del Paese, rendendole accessibili anche da remoto a studiosi, cittadini e utenti lontani dalle sale della biblioteca.
Il valore del progetto è anche conservativo. Una volta disponibili le copie digitali, gli originali potranno essere consultati meno frequentemente, riducendo la manipolazione diretta di supporti particolarmente delicati. La carta dei giornali, fragile e sensibile alla luce, potrà così essere inserita in un piano più attento di tutela, mentre i contenuti resteranno disponibili alla consultazione.
Attraverso Ecomic – ecosistema digitale per la cultura, D.PaC offre al cantiere un ambiente di gestione che collega esigenze di accesso, conservazione e produzione digitale. La piattaforma sostiene l’organizzazione delle attività, accompagna la creazione delle risorse e ne guida il conferimento in I.PaC, contribuendo a dare ordine e continuità a un intervento che coinvolge materiali numerosi, fragili e distribuiti in raccolte diverse.
Digitalizzare giornali e riviste significa consegnare alle generazioni presenti e future uno strumento di conoscenza in un linguaggio ormai familiare. Le pagine dei periodici, nate per raccontare il proprio tempo, possono così raggiungere nuovi pubblici e avvicinare anche le generazioni più giovani a una memoria che, senza il digitale, resterebbe più difficile da scoprire.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







