Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD)
Archivi fotografici e catalogo del territorio: la memoria visiva diventa accessibile e riutilizzabile in una dimensione digitale.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione dei fondi fotografici dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, con selezione, identificazione e acquisizione mediante strumentazioni dedicate alle diverse tipologie di supporto.
Nel complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande, affacciato sull’antico porto fluviale di Roma, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione custodisce un patrimonio documentario che testimonia le trasformazioni del territorio e dei beni culturali nel tempo.
Gli archivi conservano immagini prodotte con tecniche e strumenti diversi, dai primi dispositivi ottici alle tecnologie fotografiche più recenti, delineando una memoria visiva stratificata che affianca e arricchisce la descrizione contenuta nelle schede di catalogo.
Le attività si inseriscono in un sistema di conoscenza e documentazione in cui catalogazione e produzione fotografica concorrono a costruire un quadro articolato e in continuo aggiornamento del territorio. Le immagini, tra documentazione di opere, paesaggi e memorie familiari, evidenziano trasformazioni e permanenze del contesto urbano e ambientale.
Tra i materiali conservati, un ruolo rilevante è svolto dalle fotografie aeree, che a partire dai primi del Novecento documentano il territorio da nuove prospettive. Dai primi esperimenti di ripresa dall’alto fino alle immagini realizzate durante la Seconda guerra mondiale, questi fondi permettono di osservare l’evoluzione urbana e paesaggistica attraverso il confronto tra epoche diverse, come nel caso delle trasformazioni della foce del Tevere.
Il catalogo associato a queste raccolte è oggetto di aggiornamento continuo, alimentato dalle attività delle soprintendenze, da campagne di documentazione e dal contributo di università ed enti territoriali. Questo processo consente di arricchire progressivamente l’archivio e di favorire la convergenza delle informazioni in un sistema condiviso.
Il cantiere di digitalizzazione interessa diversi fondi del Gabinetto Fotografico Nazionale, comprendendo materiali di varia tipologia e cronologia. Tra questi rientrano raccolte di fotografia storica, come albumine, carte salate, stereoscopie e negativi di diverso formato, insieme ad archivi più recenti, come il fondo Castelli Gattinara, che documenta attività fotografiche dalla seconda metà del Novecento fino agli anni più recenti.
Le operazioni seguono una sequenza tecnica articolata: i materiali vengono selezionati, identificati, preparati per l’acquisizione e infine digitalizzati con strumentazioni specifiche, scelte in funzione delle diverse tipologie di supporto. Le diapositive e i negativi di piccolo formato sono acquisiti mediante sistemi retroilluminati, mentre per i materiali di grande formato e per le stampe si utilizzano configurazioni di ripresa dedicate, in grado di garantire qualità e fedeltà nella restituzione.
La disponibilità delle risorse digitali amplia le possibilità di accesso al patrimonio, favorendo la consultazione, il riutilizzo dei dati e nuove modalità di analisi e ricerca. L’apertura dei sistemi e la riusabilità delle informazioni consentono inoltre di estendere la fruizione a una pluralità di utenti, rendendo gli archivi fotografici strumenti attivi di conoscenza e valorizzazione.
D.PaC supporta la gestione e il coordinamento delle attività di digitalizzazione, garantendo coerenza dei processi e qualità dei dati prodotti, mentre l’integrazione con I.PaC consente di organizzare e rendere accessibili le risorse digitali in un ambiente strutturato. In questa prospettiva, il cantiere contribuisce a rendere gli archivi fotografici una risorsa digitale aperta, a supporto della conoscenza, della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







