Museo Archeologico Métauros di Gioia Tauro
La digitalizzazione rivela dettagli invisibili a occhio nudo, ampliando la conoscenza dei reperti e del loro contesto archeologico.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione dei reperti del Museo Archeologico Métauros di Gioia Tauro, attraverso l’acquisizione digitale dei materiali e la produzione delle relative risorse digitali a supporto dello studio e della documentazione archeologica.
A Gioia Tauro, nelle sale del settecentesco Palazzo Badari, il Museo Archeologico Métauros custodisce una storia che affonda le radici nell’antica colonia fondata dagli abitanti di Zancle, l’odierna Messina. Il museo riunisce e valorizza le sepolture rinvenute nel territorio, oggi restaurate e musealizzate, restituendo attraverso i reperti il legame tra le comunità antiche, i loro riti e il paesaggio calabrese.
Il cantiere interessa materiali provenienti dalla necropoli e da altri contesti di scavo: vasellame attico, anfore da trasporto, contenitori e corredi funerari. Sono oggetti che raccontano le pratiche dell’inumazione e dell’incinerazione, ma anche le diverse fasi di vita del sito, dalla città antica alla ripresa in età romana, fino alle successive testimonianze medievali.
Con Ecomic – ecosistema digitale per la cultura, il lavoro del Museo insieme alla DRMN Calabria porta questi materiali in una dimensione digitale che ne rafforza accesso e conoscenza. La digitalizzazione si intreccia con un’attività più ampia di sistemazione dei reperti nei depositi e di ricomposizione dei contesti archeologici, particolarmente importante per materiali provenienti anche dagli scavi degli anni Cinquanta, Settanta e Ottanta.
Il percorso si collega alle attività di studio e ricerca avviate sulla necropoli, anche attraverso la collaborazione con l’Istituto di Archeologia Classica dell’Università di Vienna. Le immagini digitali permettono ingrandimenti elevati e rendono visibili dettagli difficilmente percepibili a occhio nudo, dalle minime crepe alle tracce di lavorazione e decorazione, offrendo nuovi elementi per la lettura scientifica dei reperti.
D.PaC sostiene il cantiere dando struttura al processo operativo: dalla pianificazione delle attività alla produzione delle risorse digitali, fino al loro conferimento in I.PaC. Per un patrimonio composto da materiali numerosi, delicati e legati a contesti da ricostruire, la piattaforma aiuta a mantenere continuità, coerenza e controllo lungo le diverse fasi della digitalizzazione.
Da oggetti custoditi nei depositi a risorse consultabili, i reperti del Museo Métauros diventano più accessibili a studiosi, ricercatori e appassionati. La digitalizzazione conserva il dato, amplia le possibilità di analisi dei corredi funerari e restituisce nuovo valore a un territorio che continua a raccontare la propria storia attraverso le sue tracce archeologiche.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







