Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ancona
Immagini, documenti e disegni raccontano oltre un secolo di tutela, oggi accessibile oltre le barriere fisiche degli archivi.

Dai depositi agli archivi, i cantieri Ecomic accompagnano con D.PaC la trasformazione digitale del patrimonio culturale, rendendolo più accessibile, tutelato e valorizzabile per istituti, comunità scientifica e cittadini.
Digitalizzazione degli archivi della Soprintendenza di Ancona, con acquisizione di negativi su pellicola, lastre di vetro e disegni fuori formato, verifica conservativa e uso dello standard MATS Ecomic.
A Palazzo del Senato, sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ancona, la memoria degli archivi ha già dimostrato la propria forza. Colpito dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, l’edificio è stato ricostruito in modo filologico anche grazie alla documentazione conservata dall’istituto. Carte, immagini e rilievi non sono quindi soltanto tracce del passato, ma strumenti capaci di orientare la conoscenza, la ricostruzione e la tutela del patrimonio.
Gli archivi della Soprintendenza custodiscono un patrimonio esteso, fatto di immagini, documenti e disegni che attraversano oltre un secolo di storia. Raccontano l’evoluzione dell’istituzione, le attività di tutela e le trasformazioni del paesaggio, componendo una grande narrazione del territorio e dei suoi beni culturali.
La digitalizzazione permette di aprire questo patrimonio a una fruizione più ampia, superando i limiti della consultazione fisica. Documenti complessi e fragili, come i disegni architettonici fuori formato o i negativi su lastra di vetro, possono diventare risorse accessibili e consultabili, offrendo nuove possibilità di studio, valorizzazione e conoscenza anche a distanza.
Il cantiere, avviato nel gennaio 2025, è partito con due linee produttive dedicate alla digitalizzazione dei negativi su pellicola. La capacità operativa è stata poi ampliata fino a raggiungere sette unità produttive, due delle quali dotate di sistema rotativo per lavorare sui disegni grafici fuori formato e sui materiali che richiedono modalità di acquisizione specifiche.
Un passaggio centrale riguarda la verifica conservativa già durante la fase di acquisizione. Una restauratrice controlla preventivamente che lo stato dei supporti sia compatibile con le sollecitazioni meccaniche e luminose degli scanner, mentre le apparecchiature vengono impostate per ottenere la migliore qualità possibile dell’immagine digitale. La cura dei materiali e la qualità della riproduzione procedono così insieme, come parti di uno stesso processo.
In questo percorso, D.PaC offre al cantiere un ambiente di gestione capace di collegare organizzazione, produzione e controllo delle risorse digitali. La piattaforma accompagna le fasi operative fino al conferimento in I.PaC, mentre l’utilizzo dello standard MATS Ecomic favorisce l’interoperabilità dei dati con le piattaforme ministeriali.
Per la Soprintendenza di Ancona, digitalizzare significa costruire un ponte tra la memoria custodita negli archivi e le possibilità future della conoscenza. Disegni, negativi e documenti tornano disponibili come fonti vive, utili per leggere la storia della tutela, seguire le trasformazioni del paesaggio e immaginare nuovi servizi per studiosi, istituzioni e cittadini.
Servizi Ecomic utilizzati
Digitalizzare il patrimonio culturale







