Ridolhunting: il museo si risveglia
Un videogioco mobile, una caccia al tesoro geolocalizzata attraverso i luoghi simbolo di Matera per far riaffiorare la memoria dei reperti.

Dai reperti neolitici alle ceramiche greche, il Museo Ridola di Matera custodisce una collezione archeologica di straordinario valore, arricchita da un notevole patrimonio digitale prodotto anche grazie ai fondi destinati alla digitalizzazione del patrimonio culturale dell’investimento PNRR M1C3 1.1.5 . Matera, città patrimonio UNESCO, offre uno scenario urbano unico per esperienze culturali diffuse nel territorio.
Un videogioco geolocalizzato che trasforma i Sassi e il centro storico di Matera in un percorso di scoperta narrativa, connettendo le collezioni del Museo Ridola alla città attraverso una caccia al tesoro, con missioni, enigmi e contenuti digitali fruibili in mobilità.
Il museo oltre le sue sale
Una notte, al Museo Ridola, le “anime” dei reperti si risvegliano. Ceramiche, divinità scolpite e offerte votive scivolano fuori dalle teche e si disperdono tra i vicoli e le chiese rupestri di Matera. Ma lontano dal museo smarriscono la memoria, non ricordano più chi raffigurano né da dove provengono. Solo ritrovandole e aiutandole a riconoscersi sarà possibile ricondurle a casa.
A vegliare c’è Tiresia, il veggente cieco che percepisce il respiro di ogni reperto senza vederlo: guida ideale per una collezione popolata dai personaggi del pantheon greco, Atteone, Scilla e Venere, impressi sulle ceramiche dell’antica Lucania. Ma Tiresia non può uscire dal museo, è il visitatore il protagonista, affiancato da Domenico Ridola, il medico-archeologo che a fine Ottocento strappò quei reperti all’oblio e li donò alla sua città.
Ridolhunting è un videogioco mobile, una caccia al tesoro geolocalizzata attraverso dieci luoghi simbolo di Matera. A ogni tappa il visitatore ritrova un reperto fuggito e ne fa riaffiorare la memoria, scoprendo a poco a poco la storia della collezione e componendo un messaggio cifrato che si rivela solo a chi giunge alla fine.
Co-design e autonomia operativa
Ridolhunting nasce da un percorso di co-progettazione, Digital Library, con il supporto dell’operatore economico Grifo Multimedia, ha affiancato i responsabili del Museo Ridola nel trasformare la loro idea originaria in un prodotto finito. Il progetto non si esaurisce però nel singolo gioco. Digital Library ha infatti previsto la realizzazione della Piattaforma nazionale di gamification, un applicativo che consente di creare un’applicazione di gioco in totale autonomia, attraverso un’interfaccia che non richiede competenze di programmazione. Configurata come modulo applicativo specialistico all’interno della piattaforma DPaaS di Ecomic, questa soluzione permette ai curatori di gestire a tutto tondo e far evolvere nel tempo i giochi esistenti, aggiornare contenuti, configurare percorsi, attivare nuove tappe e di realizzare con tempi e costi estremamente ridotti, un nuovo gioco analogo in piena autonomia (ad esempio un “Ridolhunting 2”).
Il valore per l’ecosistema: tre livelli di riuso
Ridolhunting, insieme alle altre applicazioni di gioco sviluppate da Digital Library nel corso del PNRR, abilita tre livelli di riuso a beneficio di qualsiasi attore di Ecomic interessato a realizzare esperienze analoghe.
Il primo livello riguarda i dati, i Data Product elaborati in DPaaS arricchiscono i contenuti culturali rendendoli pronti per un’applicazione di gioco, ad esempio trasformando i testi in audio tramite sintesi vocale ed elaborando in modo semi-automatico narrazioni e dialoghi a partire dai beni e dai luoghi da valorizzare. Pubblicati nel Catalogo pubblico DPaaS, questi prodotti e le relative pipeline di elaborazione sono accessibili a qualsiasi ente pubblico o impresa, che può riutilizzarli per arricchire i propri dati. Il secondo livello riguarda lo sviluppo. la Piattaforma nazionale di gamification consente di costruire applicazioni di gioco senza competenze di programmazione, integrando automaticamente i dati culturali arricchiti. Nuovi asset grafici (come loghi, personaggi, oggetti, mappe) si importano con semplicità e possono essere affidati a professionisti, realizzati in autonomia o coinvolgendo altre comunità interessate a partecipare alla valorizzazione del patrimonio culturale locale, come ad esempio le scuole. In questo modo, è possibile sviluppare un’esperienza analoga in tempi molto rapidi, abbattendo o azzerando i costi.
Infine, il terzo livello riguarda l’applicazione finale, un nuovo attore che intenda realizzare una caccia al tesoro molto simile a Ridolhunting può riutilizzarne l’intera struttura creandone una copia e modificando i soli dati necessari, in questo modo si attiva il riuso in pochissimi passaggi.
Grifo Multimedia
Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital
Servizi Ecomic utilizzati
Trasformare i dati e creare prodotti e servizi






